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Dermatite atopica: cos’è e come si cura

Dermatite atopica: cos’è e come si cura

01 Ottobre 2019

Ne soffre quasi un bambino su quattro e colpisce il 5% degli adulti: la dermatite atopica è un disturbo piuttosto comune.

Una patologia potenzialmente cronica che si presenta quando la barriera cutanea si altera e la pelle diventa vulnerabile alle aggressioni esterne.

È in questo momento che le sostanze irritanti e allergizzanti possono infiammare la cute del viso e del corpo, seccandola e rendendola molto sensibile.

Dermatite atopica: come riconoscerla?

Tra i sintomi più comuni della dermatite atopica compaiono prurito, eruzioni cutanee diffuse, pelle secca e che si squama facilmente.

L’epidermide, poi, può risultare arrossata ed iperreattiva: la pelle “tira” e si infiamma spesso, generando una fastidiosa sensazione di pizzicorio localizzato.

Prevenire e trattare la dermatite atopica con i prodotti dermocosmetici

Accanto ad una terapia farmacologica, ideale per curare il problema, è possibile prevenire l’insorgere della dermatite atopica ed alleviarne i sintomi grazie ad una corretta routine beauty.

Il primo passo è quello di scegliere prodotti detergenti molto delicati non schiumogeni e non profumati, e di ridurre la frequenza dei lavaggi, per non irritare troppo la pelle già stressata.

Per rigenerare e rafforzare la naturale barriera cutanea e ripristinare il film lipidico, poi, è consigliabile optare per prodotti emollienti e sfiammanti: un vero toccasana anche per lenire l’epidermide sensibile durante la fase acuta della dermatite.

Tra i prodotti disponibili in farmacia, sono particolarmente indicati quelli ricchi di acidi grassi Omega-6, capaci di lenire il prurito e combattere la secchezza, e di ceramidi, speciali lipidi che trattengono l’acqua all’interno del derma rendendo la cute meno esposta alle aggressioni esterne.

Unghie sfaldate? Ecco i rimedi più efficaci

Unghie sfaldate? Ecco i rimedi più efficaci

28 Settembre 2019

Le unghie sfaldate, deboli e frammentate vengono percepite principalmente come un problema estetico.

Tuttavia la fragilità delle unghie che colpisce in particolar modo le donne è una vera e propria patologia, conosciuta come onicoschizia lamellina, che può nascondere problemi più radicati.

Le unghie sane, infatti, solitamente rispecchiano una buona condizione di salute generale ed un alto livello di cheratina, sintomo che gli elementi di cui si compone, come lo zinco, il ferro ed il rame, sono correttamente presenti nel corpo.

Un deficit di queste sostanze, al contrario, non solo provoca unghie più sottili, con il conseguente sollevamento della loro parte più superficiale, ma dimostra una carenza fisica, in particolar modo alimentare.

La disidratazione dell’unghia, infatti, è generalmente dovuta a carenze alimentari, in particolare di vitamina A e B6. Ma non solo: le unghie sfaldate sono anche la conseguenza dell’utilizzo di smalti o prodotti cosmetici di qualità scadente che inaridiscono le unghie, esponendole allo rottura.

Come fare, quindi, per dire addio alle unghie sfaldate? Innanzitutto, prendete l’abitudine di indossare guanti nel caso entriate in contatto con sostanze aggressive e non dimenticate di utilizzate prodotti cosmetici delicati e di qualità, che non irritino le vostre mani.

Poi, chiedendo consiglio al medico o al farmacista di fiducia, completate la vostra alimentazione con integratori nutrizionali in grado di colmare le carenze legate alla dieta.

Gli integratori alimentari ricchi di aminoacidi, vitamine e minerali sono i più adatti. La loro composizione, infatti, è perfetta per regalare alle unghie il giusto apporto nutrizionale. Grazie agli integratori alimentari ridonerete in breve tempo elasticità, forza e resistenza alle unghie, correggendo tutte le fastidiose alterazioni.
Tosse nei bambini: ecco come riconoscerla e curarla

Tosse nei bambini: ecco come riconoscerla e curarla

26 Settembre 2019

Quando si hanno dei bambini basta un solo colpo di tosse per farci preoccupare. State tranquilli: generalmente questo sintomo rappresenta una reazione di difesa del corpo per mantenere libere le vie aeree ed eliminare qualsiasi elemento che possa ostruirle, come pollini, virus e batteri.

Questo meccanismo, però, può avvenire anche come manifestazione di patologie più gravi e, quindi, è fondamentale riconoscere i vari tipi di tosse e sapere come intervenire.

Vedemecum della tosse

In base alla causa che l’ha generata, la tosse si sviluppa in modo diverso. Vediamo insieme come.

La tosse acuta scompare entro tre settimane ed è generata dall’esposizione continua a microbi legati a due malattie:

  • la laringite, un’infezione virale la cui tosse ha il suono simile a quello del verso di una foca o di un cane. Tranquillizzate il bambino e mantenetelo in posizione seduta o eretta per favorirne la respirazione;
  • la pertosse è una malattia batterica contagiosa, che si sfoga con colpi di tosse molto vicini che possono lasciare senza fiato, provocando apnea ocianosi. Si cura solitamente tramite antibiotico.

Quando supera le otto settimane, invece, si parla di tosse cronica. Può essere causata da:

  • asma bronchiale, che si manifesta con affanno, sibili al momento dell’inspirazione e con il broncospasmo, ovvero la contrazione delle pareti bronchiali. La terapia medica consigliata è a base di aerosol;
  • tosse somatica. Nasce intorno ai sei anni come un tic nervoso dal suono simile a quello di un clacson. Fondamentale in questo caso è rassicurare il bambino tranquillizzandolo.
Per capire meglio come intervenire, rivolgetevi sempre al vostro pediatra di fiducia e al personale specializzato in farmacia che sapranno darvi tutte le indicazioni necessarie per curare i sintomi del vostro bambino.
Freddo e pelle secca, non solo creme: l´aiuto arriva anche dalla tavola

Freddo e pelle secca, non solo creme: l´aiuto arriva anche dalla tavola

24 Settembre 2019

L‘autunno è arrivato portando con sé tanti colori ma anche il primo freddo. Guanti e giacconi sono indispensabili per difenderci dalle basse temperature ma, spesso, non sono sufficienti a proteggere la nostra cute.

L’epidermide, infatti, a causa del clima più rigido, tende a diventare secca, poco elastica e facilmente irritabile. Per ovviare a questo problema è fondamentale mantenerla idratata, utilizzando creme specifiche e seguendo la giusta alimentazione. Avete capito bene! Ciò che mangiamo contribuisce a difendere la pelle, fornendole vitamine, sali minerali e tutte le sostanze necessarie per nutrirla e rigenerarla.

A tavola con gli amici della pelle

Vediamo, quindi, quali sono gli alimenti da tenere sempre a portata di mano per proteggere la cute dal freddo.

  • Melograno: la presenza di polifenoli antiossidanti aumenta il flusso sanguigno e ossigena la cute.
  • Patate dolci: grazie alla vitamina A e betacarotene rinforzano la barriera protettiva della pelle e, come il cavolo, riducono la secchezza e la rendono più soda;
  • Uova: le vitamine A, E, B5 e D mantengono la cute sana ed elastica, favorendo il rinnovamento cellulare. Lo zinco, poi, combatte le infiammazioni e accelera la guarigione delle ferite.
  • Agrumi: grazie alla vitamina C, agiscono come antiossidanti e stimolano la produzione di collagene.
  • Noci: l’acido alfa-linolico previene l’invecchiamento cutaneo combattendo i radicali liberi;
  • Salmone: ricco di omega 3 e vitamina D, mantiene bilanciata la membrana lipidica e svolge un’azione antinfiammatoria.
  • Olio di girasole: gli acidi grassi omega 6, garantiscono il rinnovamento cutaneo e, come l’olio di germe di grano, contribuisce ad idratare l’epidermide.
Per avere maggiori informazioni, potete rivolgervi al vostro farmacista che saprà indicarvi gli alimenti migliori o gli integratori più adatti per difendere la vostra pelle.
Otite infantile: gli errori da non commettere

Otite infantile: gli errori da non commettere

21 Settembre 2019

Arriva per ogni genitore il momento di dover affrontare i primi malanni del proprio bambino e spesso, per inesperienza, si commettono degli errori. Per esempio, sapete come comportarvi quando, ad interferire con la salute del vostro piccolo, è l'otite?

Questa patologia colpisce circa l'80% dei neonati al di sotto dei tre anni, soprattutto durante il secondo semestre di vita. L'otite è un'infiammazione a livello auricolare che, a seconda della zona colpita, può essere interna o esterna. I sintomi principali sono:

  • dolore inteso all'orecchio;
  • diminuzione dell'udito;
  • febbre e sensazione di malessere generale;
  • secrezioni dall'orecchio (ma solo nei casi più gravi).

Nonostante siano effetti riconoscibili spesso si commettono alcune leggerezze che possono peggiorare il decorso della malattia.

Otite, ecco cosa non fare

Ecco quindi quali sono gli errori da evitare per assicurare al vostro bambino una guarigione completa e veloce:

  • no all'autodiagnosi. Consultate il pediatra già alla comparsa dei primi sintomi;
  • è importante pulire l'orecchio prima di far visitare il bimbo. Non utilizzate i bastoncini di cotone ma fatevi consigliare dal personale specializzato su come intervenire;
  • non somministrate in autonomia farmaci, siano essi antibiotici, antinfiammatori o gocce. Solo il medico può prescrivere la cura più adatta;
  • tenete in vostro bambino lontano dal fumo poiché può causare ricadute;
  • evitate l'utilizzo prolungato del ciuccio. Al di sotto dei tre anni, infatti, favorisce l'insorgenza della patologia;

In ogni caso, per una corretta gestione dell'infiammazione, è importante rivolgersi sempre al pediatra e al vostro farmacista di fiducia, che sapranno indicarvi le cure e i prodotti migliori per risolvere il problema ed evitare ricadute.

DHA in gravidanza: perché è importante?

DHA in gravidanza: perché è importante?

19 Settembre 2019

I 9 mesi della dolce attesa sono un periodo straordinario per iniziare a prendersi cura della salute del piccolo, sin da subito.

Un’alimentazione corretta, uno stile di vita più equilibrato e l’assunzione di integratori alimentari possono aiutare il bambino a sviluppare le corrette funzionalità.

Tra gli integratori più consigliati in gravidanza, il più popolare è certamente l’acido folico: una vitamina del gruppo B il cui fabbisogno aumenta durante la gestazione. Il suo scopo principale? Quello di prevenire la formazione della spina bifida, una patologia gravissima e disabilitante.

Negli ultimi anni, poi, si è affacciato il nome di un nuovo integratore consigliato in gravidanza: si chiama DHA e in pochi sanno veramente cos’è e a cosa serve.

Scopriamolo insieme.

Cos’è il DHA?

Dietro la sigla del DHA si nasconde l’acido docosaesaenoico: un acido grasso polinsaturo della famiglia degli omega-3.

Si tratta di un elemento cruciale per un funzionamento ottimale del sistema nervoso, della mamma e del bambino.

Per questo alle mamme in dolce attesa, ma anche a quelle che programmano una gravidanza, è fortemente consigliata la sua assunzione: il DHA, infatti, è in grado di favorire il corretto sviluppo delle funzionalità cerebrali e degli occhi del feto.

Non solo: un recente studio condotto da un team di ricercatori internazionali e diretto dall’Università di Atlanta, ha dimostrato che i figli di mamme che hanno assunto DHA durante la gravidanza godono di una maggiore concentrazione e di una memoria più acuta.

Merito, sembrerebbe, dell’influenza positiva del DHA sul sistema nervoso centrale e sulle funzionalità delle sinapsi.

Curiose di saperne di più? Chiedete consiglio al vostro medico o al farmacista di fiducia: sapranno indicarvi l’integratore con la formulazione più adatta alle vostre esigenze.

Igiene delle mani: una buona abitudine che può salvare la vita

Igiene delle mani: una buona abitudine che può salvare la vita

17 Settembre 2019

Lavati bene le mani! Quante volte ci siamo sentiti dire questa frase dai nostri genitori e, come sarà accaduto spesso, anche in questo caso avevano ragione.

Ebbene sì, lavarsi le mani non è solo una fissa dei più attenti all'igiene o un consiglio di poco conto. Questo semplicissimo gesto può addirittura salvarci la vita, soprattutto quando si parla di mani che operano sul nostro corpo.

Secondo una stima dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 3,2 milioni di pazienti nell'Unione Europea, si ammalano a causa di infezioni contratte durante la permanenza in ospedale, infezioni che, con un'igiene più accurata, si dimezzerebbero. Cosi facendo si andrebbero a salvare, potenzialmente, 8 milioni di persone ricoverate nel mondo.

Acqua, sapone e tanta pazienza

Se pensate che acqua e sapone siano sufficienti, però, vi sbagliate. Vediamo insieme come comportarsi per una corretta igiene delle mani.

Per prima cosa, per un lavaggio efficace, si devono strofinare per circa 40 - 60 secondi sia il palmo che il dorso della mano, con acqua e detergente. Questa abitudine non deve limitarsi ai momenti prima dei pasti o dopo essere stati in bagno, ma dovrebbe avvenire frequentemente durante l'intera giornata.

Per esempio, è importante lavarsi le mani dopo aver toccato il proprio cellulare, perché questo è un ricettacolo di batteri. In più, nei luoghi pubblici, è fondamentale utilizzare qualche piccolo accorgimento, come chiudere il rubinetto con una salviettina per evitare di "contaminarle" nuovamente.

Per una corretta igiene e per conoscere i prodotti migliori che rispettino il ph della vostra pelle, potete rivolgervi al vostro farmacista, che saprà darvi tutti i consigli di cui necessitate.

La propoli, una preziosa alleata per la salute

La propoli, una preziosa alleata per la salute

14 Settembre 2019

Curarsi in modo naturale ed efficace si può, grazie alla propoli.

La sostanza resinosa prodotta dalle api per proteggere gli alveari, infatti, è ricca di elementi benefici per l’uomo. Non a caso, già da molti anni, la propoli viene utilizzata come ingrediente principale per la realizzazione di numerosi prodotti farmaceutici.

Tra questi spiccano tinture, sciroppi, pastiglie, fiale e spray, soluzioni perfette per trattare e curare con successo diversi tipi di patologie, come i sintomi da raffreddamento e influenzali, le infiammazioni e, ancora, i funghi e le micosi.

Ecco elencate le principali azioni della propoli sulla nostra salute:

  • Azione antibatterica. L’attività svolta dalla propoli è del tutto simile a quella di un antibiotico generico. Il composto di estrazione naturale, grazie alle numerose sostanze microbiologicamente attive presenti al suo interno, agisce su microbi e batteri, contrastando la loro proliferazione. Per via della sua efficacia contro gran parte dei virus, la propoli è particolarmente indicata per combattere influenze, raffreddori ed herpes.

  • Azione antiinfiammatoria. La propoli è spesso consigliata anche per trattare condizioni infiammatorie che interessano la bocca e il cavo orale. Tra queste, vengono curate con successo lesioni della mucosa orale e del palato, afte, gengiviti e parodontiti. L’azione cicatrizzante della propoli, inoltre, garantisce un rapido sollievo da irritazioni e dolore.
  • Azione antimicotica: la propoli è una validissima alleata anche per curare funghi e micosi della pelle e delle unghie. Soprattutto grazie alle soluzioni in tintura, la propoli può essere applicata a diretto contatto con le zone interessate, guarendo la patologia in modo rapido ed efficace.

La propoli, quindi, è una sostanza preziosissima per curarsi in modo naturale e completo. Da non dimenticare, infatti, che alle sue azioni antibiotiche, anti-infiammatorie ed antimicotiche, la propoli aggiunge una spiccata capacità di stimolare le funzioni immunologiche generali dell’organismo.

E non è tutto: la propoli, infatti, strizza l’occhio anche alla bellezza. Grazie al suo potere antisettico è indicata per pulire a fondo le pelli grasse e impure, liberando i pori e donando luce e brillantezza a tutta la cute.

Emicrania con e senza aura: impara a riconoscerla

Emicrania con e senza aura: impara a riconoscerla

12 Settembre 2019

Solo in Italia ne soffrono milioni di persone. Stiamo parlando dell’emicrania, una delle forme più diffuse di mal di testa che, solitamente, si manifesta con una sensazione di dolore acuto o pulsante.

È bene sottolineare che ne esistono diversi tipi e che, a seconda degli effetti che provoca, può essere definita con o senza aura.

Mal di testa? Non sono tutti uguali

L’emicrania senza aura viene spesso anticipata da alcuni sintomi come sbadigli ripetuti, sensazione di irritabilità, aumento della diuresi e fame improvvisa.

In genere si presenta con attacchi frequenti, molto dolorosi e pulsanti, che possono durare anche due o tre giorni. Si sviluppa solo su una parte della testa o del volto e può peggiorare progressivamente con il movimento.

Questo tipo di mal di testa può essere accompagnato da vari disturbi come:

  • pallore;
  • brividi e debolezza;
  • fastidio alla luce, ai suoni e agli odori;
  • nausea o vomito.

L’emicrania con aura, invece, si sviluppa meno frequentemente e può essere scatenata da fattori esterni tra cui lo stress emozionale o fisico, cambiamenti di vita e forti emozioni positive, variazioni atmosferiche repentine, carenza di riposo, disturbi ormonali o rumori troppo forti, ma anche una scorretta attività fisica o alcuni tipi di farmaci e cibi.

Viene definita “con aura” perché collegata a manifestazioni di tipo neurologico che anticipano o seguono il dolore. Tra queste, per esempio, troviamo:

  • formicolii agli arti;
  • abbassamento, annebbiamento o distorsione della vista;
  • riduzione della forza degli arti e della sensazione del tatto;
  • alterazioni del linguaggio.

Per risolvere o alleviare questi disturbi potete rivolgervi al vostro farmacista di fiducia che saprà indicarvi la cura migliore a seconda della tipologia di emicrania da cui siete affetti.

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