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Bava di lumaca: i 4 benefici di un prodotto straordinario

Bava di lumaca: i 4 benefici di un prodotto straordinario

27 Dicembre 2017

Se la sola parola vi fa storcere il naso, dovrete ricredervi: la bava di lumaca è un prodotto naturale dalle incredibili virtù.

Un ingrediente che è diventato recentemente popolare, ma che in realtà affonda le sue radici in epoca antica: già le civiltà romane conoscevano le proprietà delle secrezioni di lumaca e ne sfruttavano i benefici per cicatrizzare le ferite e per curare i problemi gastrointestinali.

Per cosa si utilizza oggi la bava di lumaca?

  1. Per combattere il raffreddore

In farmacia sono disponibili numerosi sciroppi a base di bava di lumaca, che agiscono come fluidificante naturale. Gli enzimi contenuti all’interno dell’estratto di lumaca sciolgono il muco all’interno dei bronchi e ne facilitano l’espulsione. Un toccasana per la stagione invernale, ideale per combattere tosse grassa e naso chiuso.

  1. Per ringiovanire il viso

La bava di lumaca è ricchissima di collagene, acido glicolico, elastina e vitamine A ed E. per questo motivo le creme cosmetiche a base di bava di lumaca disponibili in farmacia sono ideali per ringiovanire la pelle del viso e rendere l’epidermide incredibilmente più soda e compatta.

  1. Per eliminare l’acne

La bava di lumaca ha anche proprietà antisettiche e cicatrizzanti: queste virtù la rendono un alleato prezioso per contrastare l’acne, combattere i batteri – purificando ed esfoliando – e sfiammare la pelle irritata in modo efficace.

  1. Per rimuovere le smagliature

In farmacia sono disponibili anche creme a base di bava di lumaca per il corpo, specifiche per rassodare, tonificare, nutrire e svolgere una potente azione contro le smagliature. Un prodotto che piace alle donne, ed in particolare alle neomamme!

Vaccinarsi contro la polmonite? Pensaci se hai più di 65 anni

Vaccinarsi contro la polmonite? Pensaci se hai più di 65 anni

25 Dicembre 2017

Ogni anno un milione di persone nel mondo muoiono a causa della polmonite: una patologia che, solo in Italia, rappresenta la causa di decesso per 9.000 pazienti.

Solo per avere un metro di paragone, la polmonite provoca il triplo delle vittime degli incidenti stradali e uccide 33 volte in più dell’influenza, colpendo, nel 96% dei casi, pazienti di età superiore ai 65 anni.

Si può prevenire la polmonite? Sì, con l’apposito vaccino: ecco dove trovarlo, a chi è consigliato e chi è esente dal pagamento.

Il vaccino contro la polmonite è in farmacia

In farmacia è disponibile il vaccino contro la polmonite – anti pneumococco - ed è acquistabile gratuitamente dai pazienti che hanno superato i 65 anni.

È proprio questa fascia di persone, più fragili e con un sistema immunitario più debole, ad essere maggiormente esposta al rischio di contrarre la polmonite, sia come conseguenza dell’influenza che come patologia a sé.

In aggiunta, il Sistema Sanitario Nazionale consiglia la vaccinazione anti pneumococco – e la offre gratuitamente – ai pazienti con patologie croniche a livello polmonare, cardiovascolare o diabetico.

La stagione in cui i rischi sono maggiori? Anche se la polmonite colpisce tutto l’anno, il picco di contagi si concentra nei mesi invernali: complice l’arrivo dei virus influenzali, che per il 2018 si preannunciano aggressivi, e il calo delle temperature con conseguenti malattie a carico del sistema respiratorio, è tempo di riflettere su come mettersi al riparo dalle malattie di stagione.

Per difendersi dalla polmonite basta un’unica vaccinazione: somministrando il vaccino coniugato si può preparare l’organismo ed il sistema immunitario a difendersi dall’aggressione virale, per tutta la vita.

Per maggiori informazioni chiedi consiglio al tuo farmacista o al medico di fiducia.

7 consigli per mantenere cuore e cervello in salute

7 consigli per mantenere cuore e cervello in salute

23 Dicembre 2017

L’intero organismo è mosso da cuore e cervello: due organi che vanno mantenuti in salute per garantire il benessere al corpo intero.

Come farlo?

Prestando attenzione alle abitudini quotidiane: ecco 7 consigli per prendersi cura di cuore e cervello e preservarli da possibili patologie.

  1. Monitorare costantemente la pressione e controllare che valori siano inferiori a 120/80 mmHg. Se non avete in casa lo strumento per misurare la pressione, recatevi in farmacia. Questo servizio è comodamente offerto in ogni punto vendita.
  2. Tenere sotto controllo il colesterolo: quello totale deve risultare inferiore ai 200 mg/dl (ovvero milligrammo per decilitro) di sangue.
  3. Controllare periodicamente il livello di glicemia nel sangue. I valori medi corretti devono essere compresi tra i 70 ed i 100 mg/dl. Chiedete comunque conferma al vostro medico di base e tenete in considerazione i valori di riferimento indicati da ogni laboratorio analisi.
  4. Svolgere regolare attività fisica senza sforzi, ma con continuità. Preferite un allenamento soft, come una camminata veloce o un po’ di nuoto, e abbiate cura di essere costanti e di eseguirlo almeno 3 volte a settimana.
  5. Seguire una dieta quanto più possibile equilibrata e varia. Moderate l’apporto di carboidrati, proteine, grassi, frutta e verdura scegliendo per ogni categoria di alimenti la giusta quantità.
  6. Cercare di perdere i chili di troppo e di alleggerire l’intero organismo evitando accumuli di grasso nei vasi sanguigni.
  7. Smettere subito di fumare e non abusare di bevande alcoliche.

Seguendo queste semplici 7 regole è possibile preservare la salute di cuore e cervello e ridurre notevolmente il rischio di esporre questi organi alle principali patologie.

Parlane con il tuo medico o con il tuo farmacista e chiedi il supporto specializzato di un esperto.

Gli italiani si curano da soli: ma in modo intelligente

Gli italiani si curano da soli: ma in modo intelligente

21 Dicembre 2017

46 milioni: sono questi gli italiani che secondo una ricerca di Censis in collaborazione con Assosalute ogni anno scelgono di auto curarsi con farmaci da banco, per risolvere i piccoli acciacchi di ogni giorno, senza pesare sul Sistema Sanitario Nazionale.

I piccoli problemi di salute, passeggeri e non preoccupanti, riguardano quasi 50 milioni di italiani, di cui 20 milioni ne soffrono periodicamente.

Tra le patologie più comuni, spicca il mal di schiena (40%), i sintomi da raffreddamento (36%), il mal di testa (26%) e il mal di stomaco (16%).

Di fronte a questi problemi, quasi 3 italiani su 4 preferiscono risolvere la patologia curandosi da soli, con farmaci da banco che non richiedono prescrizione medica.

Il motivo? Gli italiani pensano di conoscere bene il proprio corpo e di saper identificare con precisione le proprie piccole patologie, spesso ricorrenti. Per 1 italiano su 6, poi, ricorrere ai farmaci da banco è molto più veloce e rapido, senza attendere la trafila della visita con il medico di base.

Un atteggiamento che potrebbe sembrare superficiale, ma che rivela invece una grande attenzione alla salute e al benessere.

È vero che gli italiani si curano da soli, ma mai senza aver informato il medico e consultato il farmacista (lo fa il 70% dei pazienti) e sempre leggendo il foglietto illustrativo dei farmaci da banco (lo fanno più di 8 italiani su 10).

In caso di insuccesso della terapia “fai da te”, poi, quasi il 90% dei pazienti si rivolge al medico per una visita più approfondita e il 36% chiede aiuto al farmacista, per trovare insieme una cura più adatta al problema.

Abbigliamento dimagrante: la nuova rivoluzione cosmetica

Abbigliamento dimagrante: la nuova rivoluzione cosmetica

19 Dicembre 2017

Le avete provate tutte: creme, gel, massaggi, fanghi e cerotti.

Ma nulla: la cellulite sedimentata non vuole proprio abbandonare i vostri fianchi.

Preparatevi, perché da oggi l’adipe in eccesso potrebbe avere le ore contate.

Merito della nuova rivoluzione in campo cosmetico, già disponibile nelle migliori farmacie: l’abbigliamento dimagrante.

Di cosa si tratta? Scopriamolo insieme!

Abbigliamento dimagrante: dimagrire vestendosi

Combattere la cellulite da oggi è semplicissimo: basta infilare un paio di leggings o di calze e lasciare che facciano effetto.

Semplicità, efficacia e niente stress: questa è la promessa incredibile dell’abbigliamento dimagrante.

Come funziona?

Attraverso l’azione sinergica di 3 principi:

  • Il principio modellante: la calza cosmetica gode di una speciale compressione graduata che stimola la circolazione delle gambe e favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso. Le gambe a fine giornata sono leggere e riposate, naturalmente sgonfie e snelle.
  • Il principio termico: la calza a contatto con la pelle stimola la produzione di calore che penetra in profondità e favorisce lo scioglimento dei grassi, anche i più ostili.
  • Il principio cosmetico: ecco la rivoluzione! All’interno del tessuto delle calze dimagranti sono nascoste microcapsule che contengono potenti principi attivi cosmetici formulati per contrastare la pelle a buccia d’arancia. Con lo sfregamento e l’azione continua sulla cute, le capsule contenute nelle calze si rompono e i prodotti snellenti, come caffeina, alga rossa e vite rossa vengono rilasciati e attivati.

I capi di abbigliamento dimagrante sono facilissimi da usare: basta indossarli e dimenticarsene.

Ideali da indossare in casa – anche di notte – sono perfetti anche per un utilizzo quotidiano, come normali indumenti per la vita di tutti i giorni.

In un solo gesto la lotta contro la cellulite è iniziata!

Prevenire il Fuoco di Sant´Antonio: in farmacia c´è il vaccino

Prevenire il Fuoco di Sant´Antonio: in farmacia c´è il vaccino

17 Dicembre 2017

Se avete contratto la varicella da bambini, potreste essere soggetti al Fuoco di Sant’Antonio da grandi.

Il virus Varicella-Zoster, infatti, anche dopo la guarigione della patologia infantile tende ad annidarsi all’interno dell’organismo e potrebbe ripresentarsi in età matura, alimentato da un calo delle difese immunitarie.

Capita, quindi, che superati i 50 anni possano comparire segni di affaticamento, mal di testa ed eritemi cutanei su collo, schiena e torace, simili a quelli della varicella, che lasciano poi spazio a dolorose croste: tutti questi sintomi possono indicare la presenza del Fuoco di Sant’Antonio, una patologia che unisce uno sfogo cutaneo ad un dolore nevralgico, anche molto intenso e persistente.

Quali cure per il Fuoco di Sant’Antonio?

Una volta riscontrata la patologia, i farmaci antivirali sono l’unica soluzione per contenere l’evoluzione del problema e portare il paziente verso la guarigione, che può richiedere anche 12 mesi. In abbinamento, spesso, i medici somministrano una terapia antidolorifica, che però non sempre si rivela efficace dato il forte dolore che il paziente può lamentare.

Come agire, quindi?

Meglio prevenire e valutare la possibilità di vaccinarsi, anche in modo gratuito per i pazienti che hanno superato i 65 anni o per i soggetti più giovani ma comunque considerati a rischio.

Il vaccino, che da diversi anni è disponibile in farmacia e che si esegue in un’unica dose per via sottocutanea, è efficace e previene il contagio di Herpes Zoster nel 70% dei casi. Anche nei pazienti vaccinati in cui la malattia dovesse manifestarsi, è stato riscontrato come questa avvenga in modo più lieve, senza eccessive complicazioni.

Non aspettare: se fai parte delle categorie a rischio o se semplicemente vuoi prevenire la comparsa di una patologia che può avere conseguenze anche gravi, chiedi consiglio al tuo medico e al tuo farmacista.
Assumere farmaci solo con acqua: altri liquidi potrebbero essere dannosi

Assumere farmaci solo con acqua: altri liquidi potrebbero essere dannosi

15 Dicembre 2017

Dovete prendere la solita compressa di metà mattina e avete a portata di mano un bicchiere di succo di frutta: decidete di assumere il farmaco così, del resto, che sarà mai?

Sbagliatissimo: per la corretta assunzione di farmaci, per il loro normale assorbimento e per la loro migliore funzionalità è fondamentale prendere i medicinali solo con acqua naturale.

Il motivo?

Alcune sostanze presenti negli alimenti e nelle bevande che ingeriamo, possono legarsi ai farmaci ed innescare strane reazioni.

È il caso del succo di pompelmo che, assunto in grandi quantità o ingerito insieme ad un medicinale, può interferire con l’assorbimento e con il metabolismo di alcuni ingredienti dei farmaci, specialmente quelli per l’ipertensione, per il cuore e per il colesterolo. Anche il succo di mirtillo e le tisane energizzanti, come quelle al ginko o al ginseng, andrebbero evitate nei pazienti che si sottopongono a terapie anticoagulanti, perché ne aumentano l’efficacia con il rischio di emorragie.

Vietatissimi, poi, gli alcolici per assumere farmaci di ogni tipo: il mix medicine-alcool è rischioso e può generare effetti collaterali anche gravi, specialmente per i pazienti che assumono terapie che agiscono sul sistema nervoso centrale.

Quando prendete un farmaco, poi, evitate di ingerirlo con del latte: il calcio contenuto in questa bevanda può limitare l’assorbimento corretto di alcuni principi attivi contenuti in numerosi antibiotici.

Insomma: ingerendo la compressa con la bevanda sbagliata possiamo rischiare di inibire l’efficacia del farmaco o di incorrere in effetti collaterali. Meglio prestare attenzione e, in caso di dubbi, chiedere consiglio al medico e al farmacista di fiducia.

Acido folico in gravidanza: cos’è e a cosa serve

Acido folico in gravidanza: cos’è e a cosa serve

13 Dicembre 2017

Sei in dolce attesa o stai pianificando una gravidanza?

Non dimenticare di assumere l’acido folico: una vitamina del gruppo B fondamentale per l’organismo e cruciale per un corretto sviluppo del feto.

I benefici dell’acido folico in gravidanza

L’acido folico svolge un ruolo molto importante durante la gestazione, sin dalle prime settimane dopo il concepimento.

Questa vitamina, infatti, favorisce una solida costruzione delle cellule in gravidanza, contribuisce ad un corretto sviluppo del condotto neurale e facilita una formazione sana della colonna vertebrale del piccolo.

Assumendo regolarmene acido folico è possibile prevenire gravi malattie neonatali come la spina bifida, l’anencefalia e l’erniazione del tessuto cerebrale.

Non solo: grazie alla sua azione, l’acido folico riduce la possibilità di difetti a carico del sistema nervoso, di malformazioni delle labbra e del palato e di patologie cardiovascolari congenite nel bambino.

Quando assumere acido folico?

Per favorire una corretta assimilazione di questa preziosa vitamina, è consigliata l’assunzione di acido folico a partire da almeno 3 mesi prima del concepimento, così da accumularne una buona riserva.

Durante le primissime settimane di vita all’interno dell’utero, infatti, fornire all’embrione in via di formazione un apporto adeguato di acido folico è cruciale per sostenere l’intenso lavoro cellulare e per supportare i processi di sintesi di molecole come il DNA, l’RNA e le proteine.

Se l’assunzione preventiva di acido folico non fosse possibile, non appena avrai la certezza di essere in gravidanza – sempre sotto supervisione medica – integra subito questo elemento nella tua dieta quotidiana, per tutto il primo trimestre.

Vuoi saperne di più?

Per approfondimenti, dosaggi e posologia chiedi consiglio al tuo farmacista di fiducia!

Carenza di vitamina C? Ecco 3 indizi da non sottovalutare

Carenza di vitamina C? Ecco 3 indizi da non sottovalutare

11 Dicembre 2017

Pensi di alimentarti in modo sano e di seguire uno stile di vita equilibrato, eppure ai primi freddi sei molto soggetto ai mali di stagione e sei spesso senza energia?

Potrebbe trattarsi di una carenza di vitamina C. L’acido ascorbico, contenuto in cibi come i kiwi, le arance e la papaya, è un elemento molto importante per il benessere dell’organismo e fondamentale da integrare all’interno della dieta quotidiana.

Come accorgersi se l’organismo è in difetto di Vitamina C? Ecco 3 indizi da non sottovalutare.

  1. La pelle è spenta e segnata: la vitamina C è un potente antiossidante e stimola la naturale produzione di collagene. Se la pelle risulta opaca, screpolata e solcata dai segni di espressione, il problema potrebbe essere proprio una carenza di acido ascorbico.
  2. Le articolazioni sono doloranti: come abbiamo appena detto, la vitamina C è attiva nella produzione di collagene. Ecco perché, quando la sua assunzione è scarsa, il corpo risponde con infiammazioni articolari e doloretti alle giunture.
  3. L’umore è basso e la stanchezza è intensa: se vi sentite spesso giù di corda e poco reattivi, riflettete sul consumo di vitamina C. Gli alimenti ricchi di questo alimento, infatti, possono favorire una generale sensazione di benessere, dare energia e combattere gli stati depressivi tipici della stagione invernale.

Se hai bisogno di fare il pieno di vitamina C per compensare una carenza naturale di questo elemento, studia una dieta ad hoc e prova con gli integratori: efficaci, pratici e semplici da assumere.

Parla con il tuo farmacista: saprà consigliarti la formulazione giusta per te!

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