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Il giradito, cos’è e come si cura

Il giradito, cos’è e come si cura

11 Maggio 2019

Da tutti conosciuta come giradito, l’infiammazione delle falangi delle dita delle mani e dei piedi è tra le alterazioni più diffuse a carico delle estremità del corpo, sia negli adulti che nei bambini.

Il giradito – scientificamente noto come patereccio – si presenta con la sintomatologia classica data dal rossore e dal gonfiore alle dita. Le falangi, in questi casi, sono tradizionalmente calde alla palpazione, con una ridotta funzionalità di movimento.

Oltre ai sintomi generali, si possono presentare caratteristiche patologiche più specifiche che dipendono dall’agente che ha provocato la malattia. Nella forma batterica, ad esempio, è consuetudine osservare la formazione di pustole con secrezioni gialle che possono anche male odorare. In quella erpetica, invece, sono comuni bolle molto piccole che si riempiono di liquido trasparente.

Come visto, le cause che possono provocare il giradito sono di diversa natura: in particolare, le ferite non correttamente disinfettate rappresentano la porta di ingresso principale per l’infezione della cute da parte di batteri, virus e funghi. Non solo: il giradito può essere anche contagioso. La maggior parte dei responsabili infettivi, infatti, può essere tramessa per contatto.

Veniamo alle cure: nella stragrande maggioranza dei casi, le terapie farmacologiche sono di natura topica. In farmacia sono disponibili creme e pomate che possono essere applicate direttamente sulla superficie della lesione. Solo nei casi più critici si può assistere ad una diffusione del patereccio a livello sistemico: qualora accadesse, è necessario intervenire direttamente sul sistema immunitario per via orale o per endovena.

Qualunque sia la natura del vostro giradito, il consiglio è disinfettare sempre la ferita e proteggerla da ogni tipo di contaminazione. In questo modo ridurrete l’esposizione a possibili infezioni.

Per qualsiasi dubbio, chiedete consiglio al vostro farmacista: saprà consigliarvi la migliore cura per porre rimedio al problema.
Igiene orale dopo i pasti: ecco cosa sapere

Igiene orale dopo i pasti: ecco cosa sapere

09 Maggio 2019

Ce lo insegnano fin da bambini, lavarsi bene i denti dopo mangiato è importantissimo. Ma siamo sicuri di sapere a cosa corrisponda la parola "bene"?

Spesso si pensa che sia sufficiente strofinare con lo spazzolino per qualche minuto per avere una denatura pulita e sana. In realtà questo non basta. Per lavarsi i denti in modo efficace, mantenerli in salute ed evitarne l'usura, è necessario seguire qualche piccolo ma preciso accorgimento.

Prima di tutto è importante sapere che per usura dentale, si intende la perdita del materiale mineralizzato che protegge esternamente il dente, lo smalto. Nella maggior parte dei casi, questo avviene a causa di cattive abitudini e poca attenzione nel lavaggio.

Denti bianchi, sorriso perfetto

Vediamo insieme il vademecum per una corretta igiene orale e per un sorriso bello e sano:

  • dopo i pasti, aspettate mezz'ora prima di lavare i denti. Gli acidi contenuti nei cibi, infatti, intaccano lo smalto e l'utilizzo immediato dello spazzolino rischierebbe di peggiorarne l'effetto;
  • non esagerate con l'assimilazione di vegetali acidi. Prediligete ortaggi come sedano, broccoli, verdura a foglia, che svolgono una sorta di spazzolatura del dente;
  • la durata del lavaggio deve durare almeno due minuti. Muovete lo spazzolino in modo verticale o circolare, spostandovi dalle gengive verso la parte finale dei denti. Ricordatevi di raggiungere ogni parte della bocca;
  • per completare l'opera e assicurarvi un alito fresco, non dimenticatevi di spazzolare anche la lingua.

Infine, per preservare lo smalto dei denti, è importante pianificare una visita dal dentista ogni sei mesi o un anno.

Per avere maggiori consigli e acquistare prodotti specifici, rivolgetevi al vostro farmacista che saprà darvi tutte le indicazioni per una corretta igiene orale.
Magnesio: un vademecum per assumerlo correttamente

Magnesio: un vademecum per assumerlo correttamente

07 Maggio 2019

Tra gli elementi necessari al buon funzionamento del corpo, ci sono i sali minerali. A differenza dei carboidrati o dei grassi non forniscono energia ma, agendo su ossa, organi ed enzimi, sono indispensabili per le funzioni vitali del nostro organismo.

Tra questi, il magnesio, è senza dubbio uno dei più conosciuti, ma non sempre si sa dove trovarlo.

Ѐ importante ricordare che, questo minerale, non è prodotto dal nostro organismo e va quindi assunto attraverso i cibi. La sua funzione principale è quella di gestire gli impulsi nervosi, agendo sul collegamento tra le cellule muscolari e quelle del sistema nervoso. La carenza di magnesio può portare a patologie circolatorie, irregolarità cardiaca, disturbi psico-fisici, cattivo umore, stanchezza cronica e debolezza generale.

Per questo è importante assumerlo correttamente e nelle giuste dosi.

Magnesio, ecco dove trovarlo

L'apporto giornaliero di magnesio è di circa 350/420 mg per gli uomini e 350/360 mg per le donne. Oltre a bere tanta acqua, naturalmente ricca di sali minerali, è indispensabile seguire una dieta equilibrata. Tra gli alimenti che maggiormente ne contengono troviamo:

  • verdure tra cui spinaci, broccoli, cavolfiori, rape, pomodori, patate, carciofi e melanzane;
  • frutta secca, come le noci;
  • legumi;
  • banane;
  • cereali;
  • cacao;
  • crostacei.

Fondamentale è non cuocere troppo questi cibi perché il magnesio, essendo termosensibile, potrebbe perdere alcune sue proprietà. In caso di carenza è possibile intervenire con integratori specifici, sempre su indicazione medica, per garantire al vostro corpo il giusto apporto di questo importante elemento.

Per conoscere i prodotti migliori per integrare la quantità di magnesio, potete rivolgervi al vostro farmacista di fiducia, che saprà consigliarvi al meglio in base alle vostre esigenze.

Osteoporosi: ecco le potenzialità della vitamina C per contrastarla

Osteoporosi: ecco le potenzialità della vitamina C per contrastarla

04 Maggio 2019

Tra tutte le vitamine, la C, è senza dubbio la più conosciuta e nominata. Quante volte, per esempio in caso di influenza, ci siamo sentiti dire di fare il pieno di questa sostanza con una bella spremuta d'arancia.

Quello che però risulta meno noto è che questa vitamina è un potente alleato contro molte altre patologie. Tra queste, per esempio, l'osteoporosi, ovvero la condizione in cui lo scheletro ha una perdita progressiva di massa ossea e di resistenza, causate da fattori nutrizionali, metabolici o patologici. La conseguenza è un graduale indebolimento delle ossa e la maggior propensione a fratture, anche per traumi minimi.

Vitamina C, un alleato per le nostre ossa

La vitamina C svolge un ruolo importantissimo a livello scheletrico poiché risulta essenziale per la crescita e il rinforzo osseo ed è in grado di ridurre gli effetti dello stress ossidativo. In più, ha anche la capacità di creare un collagene che interviene nello sviluppo di altre proteine. In questo modo, oltre a regolarizzare la formazione delle cellule come la cartilagine, è in grado anche di differenziarle tra staminali e ossee.

Una funzione di fondamentale importanza, soprattutto per i soggetti adulti e gli anziani, più colpiti da questa malattia e dai suoi effetti altamente debilitanti.

La corretta assimilazione giornaliera di Vitamina C, si aggira intorno ai 75 mg per le donne e 90 mg per gli uomini. Tra gli alimenti che la contengono, oltre alle arance, troviamo:

  • peperone rosso e verde;
  • cavolo nero;
  • broccoli;
  • cavolfiore;
  • fragole;
  • ananas.

Sempre sotto consiglio del vostro farmacista, poi, potete acquistare integratori specifici che vi aiuteranno a mantenere le giuste dosi di questa importante vitamina.

Acidosi: cos´è e come proteggersi

Acidosi: cos´è e come proteggersi

02 Maggio 2019

Vi sarà sicuramente capitato di sentire parlare di PH corporeo e acidosi. Non molti però sanno a cosa ci si riferisce con questa terminologia.

Ve lo spieghiamo: l'acidosi si manifesta quando le sostanze di scarto e le tossine che si formano nel nostro organismo restano all'interno delle cellule e non vengono eliminate correttamente. Questo provoca un abbassamento del PH e livelli di acidità più elevati, con la conseguente formazione di situazioni infiammatorie.

Da un solo problema, tante conseguenze

All'acidosi sono collegate diverse patologie tra cui:

  • disturbi dell'umore, confusione e stanchezza;

  • problemi respiratori, mal di testa e vertigini, cistiti, dermatiti, infertilità e tumori;

  • allergie e intolleranze alimentari, diabete, calcoli e sovrappeso;

  • invecchiamento cellulare, formazione di rughe e macchie della pelle, disfunzioni ormonali, ecc.

Per questo è importante cercare di mantenere il PH a livelli alcalini seguendo qualche piccola ma essenziale buona abitudine. In particolare è importante:

  • bere molta acqua, consentirà al corpo la corretta eliminazione delle tossine;

  • mangiare tanta frutta e verdura, meglio se cruda, che dovrebbe coprire il 70% dell'alimentazione quotidiana;

  • evitare cibi acidificanti come zucchero, uova, carne, pesce e formaggi;

  • prediligere la cottura a vapore;

  • evitare di bere alcolici e fumare.

Ma non è tutto! Ricordatevi che la vita sedentaria è nemica della vostra salute. Fate movimento e rilassatevi, perché anche lo stress influisce a favore dell'acidosi.

Verificare il vostro livello di acidità è semplice. Vi basterà misurare il PH delle urine con i test disponibili in qualunque farmacia, facendovi spiegare dal personale specializzato come leggerli correttamente.

Vitamina D, ecco perché non possiamo farne a meno

Vitamina D, ecco perché non possiamo farne a meno

30 Aprile 2019

La vitamina D è tra gli elementi più importanti per la salute del nostro corpo: dalle ossa al sistema immunitario, fino alle funzioni vitali del nostro organismo, la vitamina D agisce su numerosi organi e tessuti.

Sono molteplici gli studi che hanno verificato l’importanza della vitamina D nella prevenzione di patologie come tumori e disturbi del sistema nervoso, ma anche nell’azione curativa di infezioni e virus.

Per assicurarci il corretto fabbisogno giornaliero di vitamina D è importante curare al meglio l’alimentazione e non sottovalutare la regolare esposizione alla luce del sole. I cibi che garantiscono un discreto apporto di vitamina D sono diversi: come il pesce, il latte e le uova. Inoltre, stare all’aria aperta per almeno 30 minuti consente alla nostra pelle – grazie all’azione dei raggi solari – di sintetizzare la questa vitamina.

Spesso però la sola alimentazione e l’esposizione solare non sono sufficienti a garantire il livello di vitamina D di cui abbiamo bisogno.

Per questa ragione è bene fare uso di integratori ricchi di vitamina D.

In questo modo è possibile godere dei grandi vantaggi dati dall’assunzione regolare di questa vitamina: l’azione della vitamina D, ad esempio, è essenziale per garantire la buona salute delle ossa – essendo responsabile della gestione del metabolismo del calcio nel corpo – per proteggere il cuore e per aiutare il sistema nervoso nel suo regolare funzionamento.

La vitamina D, inoltre, è utilissima per rafforzare le difese immunitarie, il sistema muscolare e la mineralizzazione dei denti, il che la rende indispensabile anche per garantire un corretto e regolare sviluppo nei bambini.

Pidocchi nei bambini: come riconoscerli e come eliminarli

Pidocchi nei bambini: come riconoscerli e come eliminarli

27 Aprile 2019

Scuole e asili sono ricominciati e, molto spesso, oltre a compiti e disegni, i vostri figli possono portarvi a casa degli spiacevoli ospiti: parliamo dei pidocchi.

Questi parassiti, per poter sopravvivere, sono obbligati ad insediarsi sull'uomo, in particolare sul suo cuoio capelluto.

Gli ambienti molto affollati, come gli asili e le scuole, ne agevolano la trasmissione e, proprio per questo motivo, il contagio avviene molto velocemente.

Conoscere il "nemico" per combatterlo

Individuare questo parassita può essere difficile perché, oltre ad essere piccolissimo, 2-4 mm, ha anche una colorazione tendente al nero. Molto più visibili, invece, sono le loro uova, di colore biancastro. Ma vediamo insieme come riconoscerli:

  • i pidocchi depongono le uova in zone precise della nostra testa, come la radice dei capelli, la nuca, la parte posteriore delle orecchie e l'attaccatura della frangia;
  • per via delle loro punture causano prurito e, se numerose, possono provocare lesioni al cuoio capelluto fino anche a reazioni allergiche;
  • a differenza della forfora, i pidocchi rimangono ben saldi al fusto del capello.

Prevenirli è possibile esaminando la testa dei vostri bambini almeno una volta ogni due settimane. Controllate bene le zone più soggette, dividendo in ciocche i capelli e pettinandoli accuratamente. Munitevi di lente di ingrandimento e posizionatevi sotto la luce naturale: in questo modo sarà più semplice verificare la presenza di questi parassiti. In caso di contagio, avvisate subito la scuola.

In farmacia potete trovare prodotti specifici per il trattamento contro i pidocchi. È importante seguire sempre in modo attento e preciso le modalità d’uso indicate sulla confezione, chiedendo consiglio al vostro farmacista di fiducia.

Bruciore di stomaco: ecco come tornare a stare bene

Bruciore di stomaco: ecco come tornare a stare bene

25 Aprile 2019

Soffrite di bruciore di stomaco e in molti casi il disturbo è notevolmente debilitante? Probabilmente gli alimenti che assumete regolarmente non sono adatti a voi.

Oltre al bruciore di stomaco, accusate spesso nausea, gonfiore e mancanza di appetito? Allora non c’è tempo da perdere, è il momento di apportare dei correttivi al vostro regime alimentare.

Solo attraverso una dieta sana e regolare, infatti, aiuterete lo stomaco a digerire correttamente i cibi e direte definitivamente addio ai bruciori ed ai fastidi gastrici.

Privilegiate alimenti ricchi di fibre, frutta e verdura e, ancora, i cereali, l’ideale per aiutare il regolare funzionamento intestinale.

Bandite, invece, i cibi più irritanti per la mucosa gastrica, come le bevande gassate, gli alimenti particolarmente piccanti, il caffè ed i cosiddetti junk food.

Non dimenticatevi, poi, dell’importanza dell’attività fisica: muoversi ed allenarsi con regolarità non solo riduce i livelli di stress, ma aiuta la digestione, contrastando con efficacia i bruciori di stomaco.

Per scongiurare i fastidi gastrici in tempi rapidi, ricordatevi dell’importanza di assumere probiotici regolarmente. Grazie alla loro azione la flora batterica intestinale rimarrà sana e tutto l’apparato digerente ne beneficerà.

Se anche dopo aver modificato il vostro regime alimentare, i bruciori di stomaco rappresentano ancora un problema costante è bene rivolgersi al medico per effettuare controlli approfonditi e trovare la cura migliore al problema.

In farmacia, ad esempio, sono disponibili numerose soluzioni, anche a base naturale, per sconfiggere definitivamente l’acidità di stomaco. Tra questi, i prodotti più efficaci sono quelli a base a di estratti di aloe, orzo e camomilla, l’ideale per calmare il bruciore e tornare a sentirsi al meglio.
Micosi del cuoio capelluto: curarla in farmacia si può

Micosi del cuoio capelluto: curarla in farmacia si può

23 Aprile 2019

Se vi è capitato di avere delle chiazze in testa, di forma circolare e prive di capelli, allora avete sicuramente avuto la tinea capitis, più comunemente detta micosi del cuoio capelluto. Questa infezione della pelle è causata da un fungo dermatofita e si manifesta con macchie circolari più o meno grandi, all’interno delle quali possono comparire anche croste.

Questo tipo di micosi colpisce maggiormente i bambini ed è estremamente contagiosa. Il periodo di incubazione è di circa 10-14 giorni ma per fare una diagnosi certa è necessario prelevare materiale biologico dalla parte interessata e farlo esaminare da uno specialista. Solitamente il contagio avviene in contesti molto affollati o poco igienici e tramite la condivisone di oggetti contaminati come asciugamani o pettini.

Il rimedio è in farmacia

Per curare la micosi del cuoio capelluto si utilizzano farmaci antimicotici, sotto forma di compresse - contenenti principi attivi come il Griseofulvina, la Terbinafina e l'Itraconazolo – lozioni e creme specifiche ad uso localizzato. Perfetti, in aggiunta ai medicinali, sono gli shampoo a base di ketoconazolo e selenio disolfuro, che vanno applicati 2-3 volte la settimana per almeno 6 settimane. In ogni caso è lo specialista che deve prescrivere la terapia dopo aver analizzato i sintomi e il materiale biologico e dopo aver valutato l'età del paziente.

Esistono anche cure con antimicotici naturali come per esempio il tea tree oil, particolarmente indicato per questo tipo di micosi, l'aloe vera, il miele o la calendula che svolgono un'azione lenitiva che calma l'infiammazione e idrata la cute.

Per tutti questi prodotti potete rivolgervi al vostro farmacista, che sotto prescrizione medica, potrà indicarvi i farmaci adatti nella formulazione più appropriata alla cura della micosi.
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