News

Herpes simplex labiale: ecco come curarlo e prevenirlo con efficacia

Herpes simplex labiale: ecco come curarlo e prevenirlo con efficacia

21 Maggio 2019

L’herpes simplex labiale è un virus decisamente fastidioso e molto spesso antiestetico.

In farmacia esistono numerosi rimedi efficaci: dai prodotti topici a base di Aciclovir, ai cerottini trasparenti da applicare sulle labbra, passando per gli stick naturali, l’herpes labiale può essere trattato con successo in tempi brevi.

Ma non è tutto: con alcuni accorgimenti quotidiani è possibile ridurre l’esposizione a questa spiacevole patologia. Come noto, infatti, l’herpes simplex rimane latente nei soggetti che ne soffrono e può ripresentarsi spesso.

Gli studi in materia hanno confermato che questo herpes è causato da fattori quali stress, eccessiva esposizione al sole, alimentazione non corretta e ancora malanni di stagione o riduzione delle difese immunitarie.

Per prevenire l’herpes, quindi, è necessario limitare il più possibile tali condizioni.

Il primo passo da seguire per allontanare i rischi dell’herpes è migliorare le difese immunitarie: il consiglio è assumere periodicamente integratori a base di vitamine e fermenti lattici. L’equilibrio delle nostre difese, infatti, è fortemente localizzato nell’ultimo tratto intestinale: un intestino sano, quindi, favorisce positivamente la qualità difese del nostro corpo.

Per prevenire la comparsa dell’herpes, non dimenticate poi l’importanza dell’idratazione: bere molta acqua aiuta a mantenere in equilibrio le difese immunitarie, preservando l’organismo dall’attacco dei virus.

Infine, anche l’innovazione arriva in aiuto di chi vuole prevenire e curare con efficacia l’herpes labiale: negli ultimi tempi sono stati introdotti sul mercato rossetti elettronici che, sfruttando gli shock termici e le alte temperature (fino a 50° C), hanno l’obiettivo di fermare l’avanzamento del virus e, in modo indolore, farlo regredire completamente.

HIV e AIDS: ecco cosa sapere

HIV e AIDS: ecco cosa sapere

18 Maggio 2019

La disinformazione legata all’HIV e all’AIDS è tanta e ciò, oltre a fomentare la paura verso queste malattie, crea mancanza di consapevolezza anche sulle modalità migliori per tutelarsi.

Per questo è importante partire dalle definizioni: l’HIV, o virus da immunodeficienza umana, è l'agente responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita, anche detta AIDS. Questo virus, danneggiando i linfociti, un particolare tipo di globuli bianchi il cui compito è quello di eliminare batteri e virus dal nostro corpo, compromette la funzionalità del sistema immunitario. In questo modo può dare origine a infezioni croniche e sviluppo di tumori, fino alla morte.

Quando l’informazione salva la vita

Il contagio si sviluppa in quattro fasi: incubazione, infezione acuta, periodo di latenza e AIDS. La prima fase ha sintomi molto simili a quelli dell’influenza. Per riconoscerla, quindi, è necessario effettuare degli esami del sangue o un test salivare specifico.

Il virus dell’HIV si trasmette attraverso il sangue o i liquidi corporei e, una volta affetti, non può essere guarito. Nonostante la lotta sia ancora lunga, però, ad oggi disponiamo di farmaci molto più efficaci che possono davvero fare la differenza.

Attraverso una “terapia antiretrovirale”, infatti, è possibile contrastarne il decorso. Bloccando quattro meccanismi chiave del virus, gli si impedisce di raggiungere le cellule e la quarta fase della malattia, quella dell’AIDS. Di fatto, quindi, si può cronicizzare ma non eliminare definitivamente. Attualmente, sono in fase di studio nuove terapie sperimentali che potrebbero essere applicate per ridurre gli effetti devastanti di questa malattia.

Per qualunque informazione relativa al virus dell’HIV e all’AIDS e per sapere come intervenire, è indispensabile rivolgersi al proprio medico e al personale specializzato, che vi aiuteranno a gestire la situazione nel modo corretto e con i giusti trattamenti.

Dormire bene: un toccasana anche per il nostro cervello

Dormire bene: un toccasana anche per il nostro cervello

16 Maggio 2019

C'è chi soffre di insonnia, chi russa, chi si agita e chi si sveglia ad intermittenza. Quanti di voi possono dire di dormire davvero bene?

A parte l'interruzione di qualche bel sogno, la mancanza di sonno può portare alla nascita di molti problemi, come lo sviluppo di malattie anche gravi che possono interessare anche la struttura cerebrale.

"Pulizie" notturne, cervello sano

Secondo alcune ricerche è emerso come, dormire meno di sei ore a notte comporti una riduzione della mielina, la guaina protettiva che isola i nervi e struttura fondamentale per la salute del cervello. In più, il sistema linfatico, effettua un’azione di pulizia nella massa cerebrale, lavando via le proteine tossiche accumulate durante le ore diurne.

Dormire indisturbati e nella giusta misura, quindi, è fondamentale per il corretto funzionamento di questo organo e grazie all'azione disintossicante a cui è soggetto può ottenere notevoli benefici tra cui:

  • prevenzione dall'Alzheimer. Di notte viene eliminata la proteina beta-amiloide, legata allo sviluppo della malattia. Durante il sonno l'energia viene impiegata per ripulire la nostra testa garantendo efficienza nei ragionamenti, capacità di concentrazione e prevenzione delle malattie neurodegenerative;
  • consolidamento della memoria. Chi dorme meglio, impara meglio. Il riposo notturno è fondamentale per rimettere in ordine le informazioni acquisite durante la veglia e per consolidare alcuni tipi di ricordi. L’ideale sarebbe seguire l’orologio biologico e le fasi naturali, andando a dormire presto e svegliandosi quando sorge il sole.

In caso abbiate difficoltà a dormire bene potete rivolgervi al vostro farmacista di fiducia che saprà indicarvi i rimedi migliori per trascorrere una notte tranquilla e un sonno di vero risposo.

Come liberarsi del tartaro e ritrovare un sorriso splendente

Come liberarsi del tartaro e ritrovare un sorriso splendente

14 Maggio 2019

Molto spesso si sottovaluta l’importanza di una corretta igiene orale quotidiana. Non solo in termini di abitudini, ma anche di prodotti utilizzati.

Per prevenire il tartaro – e gli altri disturbi orali come la carie – è fondamentale lavarsi i denti con cura dopo ogni pasto. Il tartaro, infatti, si calcifica sulla superficie dentale e si alimenta con i residui di saliva, di placca e di detriti alimentari. Se non viene eliminato con lo spazzolamento quotidiano il tartaro può causare danni a denti e gengive. Ma lavarsi i denti costantemente non basta!

Per ottenere i risultati attesi, infatti, è necessario usare:

  • lo spazzolino più adatto, meglio se strutturato con testine inclinate, perfette per pulire in profondità il cavo orale e gli interstizi dentali dal tartaro.
  • il dentifricio corretto, che deve essere ricco di sostanze come il pirofosfato, l'esametafosfato di sodio, il fluoro e il citrato di zinco.
  • il filo interdentale delicato ed efficace, in grado di preservare i colletti gengivali e, al tempo stesso, capace di garantire la giusta scorrevolezza per eliminare il tartaro.

Come sceglierli? Chiedendo consiglio al vostro farmacista, avrete la certezza di dotarvi degli strumenti ideali per dire definitivamente addio al tartaro.

Non è tutto, però: una volta acquistati i prodotti corretti, è tempo di utilizzarli correttamente.

Come? Durante la fase di spazzolamento dei denti, ad esempio, agite con decisione anche sulle zone più nascoste: è proprio lì che il tartaro tende ad annidarsi. Infine, prima di iniziare a lavarvi i denti, mettete una buona quantità di dentifricio sullo spazzolino: migliorerà l’azione di contrasto al tartaro, facilitando la frizione sui denti.

Il giradito, cos’è e come si cura

Il giradito, cos’è e come si cura

11 Maggio 2019

Da tutti conosciuta come giradito, l’infiammazione delle falangi delle dita delle mani e dei piedi è tra le alterazioni più diffuse a carico delle estremità del corpo, sia negli adulti che nei bambini.

Il giradito – scientificamente noto come patereccio – si presenta con la sintomatologia classica data dal rossore e dal gonfiore alle dita. Le falangi, in questi casi, sono tradizionalmente calde alla palpazione, con una ridotta funzionalità di movimento.

Oltre ai sintomi generali, si possono presentare caratteristiche patologiche più specifiche che dipendono dall’agente che ha provocato la malattia. Nella forma batterica, ad esempio, è consuetudine osservare la formazione di pustole con secrezioni gialle che possono anche male odorare. In quella erpetica, invece, sono comuni bolle molto piccole che si riempiono di liquido trasparente.

Come visto, le cause che possono provocare il giradito sono di diversa natura: in particolare, le ferite non correttamente disinfettate rappresentano la porta di ingresso principale per l’infezione della cute da parte di batteri, virus e funghi. Non solo: il giradito può essere anche contagioso. La maggior parte dei responsabili infettivi, infatti, può essere tramessa per contatto.

Veniamo alle cure: nella stragrande maggioranza dei casi, le terapie farmacologiche sono di natura topica. In farmacia sono disponibili creme e pomate che possono essere applicate direttamente sulla superficie della lesione. Solo nei casi più critici si può assistere ad una diffusione del patereccio a livello sistemico: qualora accadesse, è necessario intervenire direttamente sul sistema immunitario per via orale o per endovena.

Qualunque sia la natura del vostro giradito, il consiglio è disinfettare sempre la ferita e proteggerla da ogni tipo di contaminazione. In questo modo ridurrete l’esposizione a possibili infezioni.

Per qualsiasi dubbio, chiedete consiglio al vostro farmacista: saprà consigliarvi la migliore cura per porre rimedio al problema.
Igiene orale dopo i pasti: ecco cosa sapere

Igiene orale dopo i pasti: ecco cosa sapere

09 Maggio 2019

Ce lo insegnano fin da bambini, lavarsi bene i denti dopo mangiato è importantissimo. Ma siamo sicuri di sapere a cosa corrisponda la parola "bene"?

Spesso si pensa che sia sufficiente strofinare con lo spazzolino per qualche minuto per avere una denatura pulita e sana. In realtà questo non basta. Per lavarsi i denti in modo efficace, mantenerli in salute ed evitarne l'usura, è necessario seguire qualche piccolo ma preciso accorgimento.

Prima di tutto è importante sapere che per usura dentale, si intende la perdita del materiale mineralizzato che protegge esternamente il dente, lo smalto. Nella maggior parte dei casi, questo avviene a causa di cattive abitudini e poca attenzione nel lavaggio.

Denti bianchi, sorriso perfetto

Vediamo insieme il vademecum per una corretta igiene orale e per un sorriso bello e sano:

  • dopo i pasti, aspettate mezz'ora prima di lavare i denti. Gli acidi contenuti nei cibi, infatti, intaccano lo smalto e l'utilizzo immediato dello spazzolino rischierebbe di peggiorarne l'effetto;
  • non esagerate con l'assimilazione di vegetali acidi. Prediligete ortaggi come sedano, broccoli, verdura a foglia, che svolgono una sorta di spazzolatura del dente;
  • la durata del lavaggio deve durare almeno due minuti. Muovete lo spazzolino in modo verticale o circolare, spostandovi dalle gengive verso la parte finale dei denti. Ricordatevi di raggiungere ogni parte della bocca;
  • per completare l'opera e assicurarvi un alito fresco, non dimenticatevi di spazzolare anche la lingua.

Infine, per preservare lo smalto dei denti, è importante pianificare una visita dal dentista ogni sei mesi o un anno.

Per avere maggiori consigli e acquistare prodotti specifici, rivolgetevi al vostro farmacista che saprà darvi tutte le indicazioni per una corretta igiene orale.
Magnesio: un vademecum per assumerlo correttamente

Magnesio: un vademecum per assumerlo correttamente

07 Maggio 2019

Tra gli elementi necessari al buon funzionamento del corpo, ci sono i sali minerali. A differenza dei carboidrati o dei grassi non forniscono energia ma, agendo su ossa, organi ed enzimi, sono indispensabili per le funzioni vitali del nostro organismo.

Tra questi, il magnesio, è senza dubbio uno dei più conosciuti, ma non sempre si sa dove trovarlo.

Ѐ importante ricordare che, questo minerale, non è prodotto dal nostro organismo e va quindi assunto attraverso i cibi. La sua funzione principale è quella di gestire gli impulsi nervosi, agendo sul collegamento tra le cellule muscolari e quelle del sistema nervoso. La carenza di magnesio può portare a patologie circolatorie, irregolarità cardiaca, disturbi psico-fisici, cattivo umore, stanchezza cronica e debolezza generale.

Per questo è importante assumerlo correttamente e nelle giuste dosi.

Magnesio, ecco dove trovarlo

L'apporto giornaliero di magnesio è di circa 350/420 mg per gli uomini e 350/360 mg per le donne. Oltre a bere tanta acqua, naturalmente ricca di sali minerali, è indispensabile seguire una dieta equilibrata. Tra gli alimenti che maggiormente ne contengono troviamo:

  • verdure tra cui spinaci, broccoli, cavolfiori, rape, pomodori, patate, carciofi e melanzane;
  • frutta secca, come le noci;
  • legumi;
  • banane;
  • cereali;
  • cacao;
  • crostacei.

Fondamentale è non cuocere troppo questi cibi perché il magnesio, essendo termosensibile, potrebbe perdere alcune sue proprietà. In caso di carenza è possibile intervenire con integratori specifici, sempre su indicazione medica, per garantire al vostro corpo il giusto apporto di questo importante elemento.

Per conoscere i prodotti migliori per integrare la quantità di magnesio, potete rivolgervi al vostro farmacista di fiducia, che saprà consigliarvi al meglio in base alle vostre esigenze.

Osteoporosi: ecco le potenzialità della vitamina C per contrastarla

Osteoporosi: ecco le potenzialità della vitamina C per contrastarla

04 Maggio 2019

Tra tutte le vitamine, la C, è senza dubbio la più conosciuta e nominata. Quante volte, per esempio in caso di influenza, ci siamo sentiti dire di fare il pieno di questa sostanza con una bella spremuta d'arancia.

Quello che però risulta meno noto è che questa vitamina è un potente alleato contro molte altre patologie. Tra queste, per esempio, l'osteoporosi, ovvero la condizione in cui lo scheletro ha una perdita progressiva di massa ossea e di resistenza, causate da fattori nutrizionali, metabolici o patologici. La conseguenza è un graduale indebolimento delle ossa e la maggior propensione a fratture, anche per traumi minimi.

Vitamina C, un alleato per le nostre ossa

La vitamina C svolge un ruolo importantissimo a livello scheletrico poiché risulta essenziale per la crescita e il rinforzo osseo ed è in grado di ridurre gli effetti dello stress ossidativo. In più, ha anche la capacità di creare un collagene che interviene nello sviluppo di altre proteine. In questo modo, oltre a regolarizzare la formazione delle cellule come la cartilagine, è in grado anche di differenziarle tra staminali e ossee.

Una funzione di fondamentale importanza, soprattutto per i soggetti adulti e gli anziani, più colpiti da questa malattia e dai suoi effetti altamente debilitanti.

La corretta assimilazione giornaliera di Vitamina C, si aggira intorno ai 75 mg per le donne e 90 mg per gli uomini. Tra gli alimenti che la contengono, oltre alle arance, troviamo:

  • peperone rosso e verde;
  • cavolo nero;
  • broccoli;
  • cavolfiore;
  • fragole;
  • ananas.

Sempre sotto consiglio del vostro farmacista, poi, potete acquistare integratori specifici che vi aiuteranno a mantenere le giuste dosi di questa importante vitamina.

Acidosi: cos´è e come proteggersi

Acidosi: cos´è e come proteggersi

02 Maggio 2019

Vi sarà sicuramente capitato di sentire parlare di PH corporeo e acidosi. Non molti però sanno a cosa ci si riferisce con questa terminologia.

Ve lo spieghiamo: l'acidosi si manifesta quando le sostanze di scarto e le tossine che si formano nel nostro organismo restano all'interno delle cellule e non vengono eliminate correttamente. Questo provoca un abbassamento del PH e livelli di acidità più elevati, con la conseguente formazione di situazioni infiammatorie.

Da un solo problema, tante conseguenze

All'acidosi sono collegate diverse patologie tra cui:

  • disturbi dell'umore, confusione e stanchezza;

  • problemi respiratori, mal di testa e vertigini, cistiti, dermatiti, infertilità e tumori;

  • allergie e intolleranze alimentari, diabete, calcoli e sovrappeso;

  • invecchiamento cellulare, formazione di rughe e macchie della pelle, disfunzioni ormonali, ecc.

Per questo è importante cercare di mantenere il PH a livelli alcalini seguendo qualche piccola ma essenziale buona abitudine. In particolare è importante:

  • bere molta acqua, consentirà al corpo la corretta eliminazione delle tossine;

  • mangiare tanta frutta e verdura, meglio se cruda, che dovrebbe coprire il 70% dell'alimentazione quotidiana;

  • evitare cibi acidificanti come zucchero, uova, carne, pesce e formaggi;

  • prediligere la cottura a vapore;

  • evitare di bere alcolici e fumare.

Ma non è tutto! Ricordatevi che la vita sedentaria è nemica della vostra salute. Fate movimento e rilassatevi, perché anche lo stress influisce a favore dell'acidosi.

Verificare il vostro livello di acidità è semplice. Vi basterà misurare il PH delle urine con i test disponibili in qualunque farmacia, facendovi spiegare dal personale specializzato come leggerli correttamente.

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.
I cookie sono piccoli file di testo che possono essere utilizzati dai siti web per rendere più efficiente l'esperienza per l'utente.

La legge afferma che possiamo memorizzare i cookie sul tuo dispositivo se sono strettamente necessari per il funzionamento di questo sito. Per tutti gli altri tipi di cookie ci serve il tuo permesso.

Questo sito utilizza diversi tipi di cookie. Alcuni cookie sono posti da servizi di terzi che compaiono sulle nostre pagine.

I cookie necessari aiutano a contribuire a rendere fruibile un sito web abilitando le funzioni di base come la navigazione della pagina e l'accesso alle aree protette del sito. Il sito web non può funzionare correttamente senza questi cookie.
I cookie per le preferenze consentono a un sito web di ricordare le informazioni che influenzano il modo in cui il sito si comporta o si presenta, come la lingua preferita o la regione che ti trovi
I cookie statistici aiutano i proprietari del sito web a capire come i visitatori interagiscono con i siti raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima.
I cookie per il marketing vengono utilizzati per monitorare i visitatori nei siti web. L'intento è quello di visualizzare annunci pertinenti e coinvolgenti per il singolo utente e quindi quelli di maggior valore per gli editori e gli inserzionisti terzi.
I cookie non classificati sono i cookie che sono in fase di classificazione, insieme ai fornitori di cookie individuali.