Influenza, l´OMS sfata 5 grandi miti

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Influenza, l´OMS sfata 5 grandi miti 07 Febbraio 2019

Naso che cola, tosse, mal di testa. Quante volte, in presenza di questi sintomi, ci siamo improvvisati medici dando la colpa all'influenza.

Anche se questi disturbi sono tipici di questa patologia, è importante non sottovalutarli perché, come evidenziato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo causano ogni anno tra i 350.000 e i 650.000 decessi, oltre a milioni di ricoveri.

Influenza, vietato non sapere

Questa malattia, quindi, è molto più pericolosa di quanto si pensi e spesso, pensando di sapere già tutto, non ne curiamo adeguatamente gli effetti, peggiorandoli.

Per questo motivo è bene chiarire alcuni punti:

  • l'influenza non si deve trascurare. Molte volte, infatti, scambiandola per un semplice raffreddore, si lascia che i sintomi si complichino, portando a malattie decisamente più gravi come polmoniti e infiammazioni di cuore e cervello;
  • il vaccino antinfluenzale non causa l'influenza e non provoca effetti collaterali gravi. I casi di effetti conseguenti al vaccino, infatti, sono rarissimi. Può manifestarsi, invece, un senso di spossatezza per circa un paio di giorni;
  • i vaccini funzionano per i virus specifici per cui sono stati formulati. Ѐ, quindi, possibile ammalarsi di influenza se si viene colpiti da ceppi diversi da quelli per cui si è stati vaccinati;
  • le donne incinte possono vaccinarsi. Ѐ consigliato dai medici poiché, in stato di gravidanza, il sistema immunitario è più debole;
  • proteggersi dall'influenza si può, limitando il contatto con persone malate, disinfettando le superfici condivise, lavandosi spesso le mani ed evitando di toccarsi troppo spesso occhi, bocca e naso.

In ogni caso, rivolgetevi sempre al vostro medico per una corretta diagnosi e al vostro farmacista per avere indicazioni su come curare in modo adeguato questa patologia.

Ultime news
  • Olio essenziale di Patchouli: ecco perché fa bene

    18 Aprile 2019

    Talvolta basta una goccia di olio essenziale, massaggiata sulla pelle o inserita in un diffusore, per sentirsi subito meglio.

    Gli olii essenziali, infatti, possono essere un vero toccasana per risolvere numerosi problemi e disturbi, anche complessi: mai sottovalutare il potere della natura!

    Tra gli olii essenziali più conosciuti, disponibili in farmacia, spicca quello di Patchouli: una pianta di origine asiatica dalle mille proprietà.

    Sapete cosa può fare per il vostro benessere una sola goccia di olio essenziale di Patchouli?

    1. Può migliorare l’umore: l’olio essenziale di Patchouli è un vero e proprio tonificante per la mente, in grado di favorire benessere e concentrazione. Ideale negli stati di leggera depressione, legati ad esempio al cambio di stagione e all’arrivo dell’autunno, con poche gocce di olio di Patchouli inserite in un diffusore per ambienti potrete ritrovare slancio e ottimismo.
    2. Può combattere le infezioni: qualche goccia di olio essenziale di Patchouli massaggiata sulla cute arrossata e infiammata, può aiutare ad alleviare gli stati acneici e le infezioni fungine. Provatelo insieme all’olio di tea tree o a qualche goccia di olio essenziale di lavanda per un mix ancora più efficace.
    3. Può velocizzare la cicatrizzazione: se soffrite di pelle grassa e caratterizzata da brufoli ed escoriazioni, provate i benefici astringenti e cicatrizzanti dell’olio di Patchouli. Questo olio essenziale, massaggiato direttamente sulla parte da trattare, rende la pelle più uniforme, più soda e più liscia, favorendo la rigenerazione profonda dei tessuti.
    4. Può ridurre gli inestetismi della cellulite: l’olio essenziale di Patchouli ha un effetto drenante sui tessuti e favorisce l’eliminazione dei liquidi, migliorando la circolazione sanguigna. Per un risultato ancora più strong combinatelo con l’olio essenziale di rosmarino e con quello di limone: queste essenze naturali, insieme, svolgono un’azione sinergica davvero efficace.
  • Combatti il raffreddore con lo zinco

    16 Aprile 2019

    Sul raffreddore si sa quasi tutto. Congestione nasale, fatica a respirare, naso che cola. Sono tutti sintomi collegabili a questa comune infiammazione della mucosa nasale e della faringe. Pochi però sanno che, pur essendo circa 200 i virus che lo scatenano, il maggior responsabile di questa patologia è il rinovirus.

    Da una ricerca iniziata nel 1984, si è scoperto come, lo zinco, possa essere un possibile alleato del corpo contro questo agente patogeno.

    Lo zinco: un minerale dalle mille sorprese

    Prima di tutto è bene ricordare che questo minerale è indispensabile per il nostro organismo e per la salute. Oltre a strutturare le proteine, è necessario al funzionamento enzimatico e, in più, ha un effetto antivirale proprio nei confronti del rinovirus.

    Secondo lo studio condotto per verificare l'azione di questo minerale contro il raffreddore, si è notato che questo contribuisce a:

    - sopprimere l'infiammazione nasale;

    - inibire il legame tra il rinovirus e il recettore;

    - evitare il moltiplicarsi dell'agente nella mucosa nasale.

    Nel corso degli anni di ricerca si è visto come la somministrazione di zinco abbia agito nella riduzione della durata, solitamente sette giorni, e della forza dei sintomi. Tutto ciò a prescindere da età, sesso, razza, tendenza allergica o abitudine al fumo.

    Solitamente viene assunto con gli alimenti o tramite specifici integratori. In caso di raffreddore, poi, può essere preso in pastiglie da succhiare e sciogliere direttamente in bocca.

    Sia per gli integratori che per le compresse potete rivolgervi alla vostra farmacia di fiducia. Il personale specializzato è in grado di darvi tutte le informazioni necessarie per combattere il vostro raffreddore indicandovi il prodotto migliore da utilizzare.
  • Raffreddore neonatale: cos´è e come si cura

    13 Aprile 2019

    L'età non conta, grandi o piccini, il raffreddore non risparmia davvero nessuno.

    Sono circa 200 i virus che portano a questa infiammazione della mucosa nasale, della faringe e in alcuni casi della gola. I sintomi sono piuttosto comuni, come il classico naso che cola, rialzo della temperatura, starnuti, tosse, inappetenza e difficoltà a dormire.


    Raffreddore: amico o nemico dei bambini?

    Sia negli adulti che nei bambini, se ben curato, non è una patologia preoccupante.

    Sapevate, piuttosto, che il raffreddore neonatale può essere utile? Nei primi mesi di vita il nostro organismo inizia a produrre i cosiddetti "anticorpi delle memoria" che, ricordando l'incontro con l'agente infettivo, difendono l’organismo durante gli attacchi successivi.

    E tutti sappiamo che il raffreddore ci viene a trovare molto spesso.

    In più, i neonati sviluppano un'immunità momentanea che li protegge dal virus per un periodo dopo il contagio.


    Cure e prevenzione

    Per curare il raffreddore neonatale, è importante:

    • evitare antinfiammatori e antibiotici;
    • idratare il bambino facendogli bere molta;
    • liberare il naso dal muco, lavando le vie nasali con soluzioni saline apposite;
    • umidificare gli ambienti che favoriscono lo scioglimento del muco, riducendo la congestione nasale;
    • far riposare il piccolo, aiutando il sistema immunitario a reagire.

    Ricordatevi, il raffreddore è contagioso! Prevenirlo è possibile, per esempio lavando bene ciucci e giocattoli e tenendo il neonato lontano da chi sta affrontando questa forma virale.

    In ogni caso chiedete sempre consiglio al personale in farmacia che saprà darvi le giuste indicazioni per curare al meglio i sintomi del vostro bambino.
Rubriche
  • IL KIWI, IMPORTANTE PER GLI SPORTIVI

    17 Aprile 2019

    Nei precedenti articoli abbiamo, parlato dell'importanza di alcuni frutti come la banana e la la pera per chi pratica sport, in questo nuovo articolo, invece vi presentiamo il kiwi, perché anche lui è un perfetto alleato per gli sportivi. Il frutto del Kiwi è un frutto originario della Cina, venne importato la prima volta in Nuova Zelanda agli inizi dell' ottocento, dovete sapere che il suo nome significa uccello dalle piume sottili e il becco dalla forma allungata, ma quello a cui dovete prestare la vostra massima attenzione è che il kiwi, possiede ottime proprietà benefiche che risultano importanti e fondamentali per chi svolge un'attività sportiva e non solo. Il kiwi è ricco di vitamina C, quindi aiuta il naturale rafforzamento delle difese immunitarie, rendendole più forti e migliora la circolazione sanguigna. Inoltre è ideale per chi pratica sport, in quanto svolge un'azione depurativa, diuretica, rinfrescante e dissetante, fornendo all'organismo durante gli sforzi fisici energia pura.

    E non finisce qui, perché aiuta gli sportivi a recuperare le forze perse in minor tempo, idrata l'organismo quando perde troppo liquidi, regolarizza i battiti cardiaci e aiuta il cuore a svolgere con minor sforzo la sua naturale funzione. Da non dimenticare che controlla i livelli di colesterolo nel sangue, contrastando quello definito cattivo, in più, il suo contenuto, è povero di calorie, quindi brucia i grassi e aiuta a perdere i chili in eccesso, in modo completamente naturale. I preziosi antiossidanti sono in grado di prevenire diverse mattie che possono interessare le articolazione e le ossa, contrasta i problemi causati dalla depressione e stabilizza la quantità di glicemia che può causare il diabete. Il consumo è sconsigliato a chi soffre di ulcera,morbo di crohn in fase acuta e colite.

    Il kiwi, il suo colore un pò alieno, ma il risultato è che vi garantirà ottimi benefici nello sport, ma anche nella vita quotidiana......

  • COME REALIZZARE UNO SCRUB NATURALE PER IL CORPO

    10 Aprile 2019

    Per avere una pelle perfettamente pulita, bella da vedere e piacevole al tatto, bisogna andare ad eliminare in modo efficace le cellule morte che si depositano in eccesso sull'epidermide, perché queste rendono la pelle ruvida ed opaca. Per questo tipo di trattamenti esistono gli scrub, che possiamo realizzarli in modo completamente naturale, preparandoli direttamente a casa in modo molto semplice e ad un costo molto molto piccolo.

    Vediamo nel dettaglio gli ingredienti, che ci occorrono per la preparazione degli scrub naturali.

    Scrub con il sale ed olio extra vergine, la realizzazione è molto semplice e veloce e regala una pulizia in profondità,rimuovendo con estrema facilità gli accumuli di cellule morte e lasciando la pelle delicatamente idratata.Vi occorre prendere una ciotola e mettere 2 cucchiai di sale grosso aggiungendo 4 cucchiai di olio extra vergine. Mescolate con un mestolo e il trattamento è pronto. Mettetevi sotto la doccia, inumidite le zone, che volete trattare, perché questo scrub va bene per essere usato sulle braccia, sulla pancia, sui glutei e sulle gambe, in piccole dosi. Applicatelo e andate a massaggiarlo per circa 5 minuti,effettuando dei movimenti in senso circolare evitando di insistere con troppo energia. Successivamente sciacquate con acqua tiepida, importante non c'è bisogno di applicare la crema idrante perchè il potere nutriente sarà stato svolto dall'olio extra vergine. Ripete il vostro scrub naturale almeno, 3 volte a settimana per risultati effettivamente visibili nel tempo.

    Scrub con bicarbonato, miele e olio extra vergine, questo trattamento è molto delicato e adatto a tutti i tipi di pelle, ma soprattutto a quelle sensibili, perchè è delicato e garantisce una rimozione profonda dei depositi di cellule morte, andando ad eliminare l'effetto ruvido della pelle. Vi occorre una ciotola e mettere 2 cucchiai di bicarbonato, un cucchiaio di miele e 2 cucchiai di olio extra vergine, mescolate gli ingredienti in modo da rendere in composto omogeneo. Mettevi sotto la doccia, inumidite la pelle del corpo e applicate il vostro trattamento nelle zone che più desiderate, massaggiate per circa 5 minuti con cura e movimenti circolari delicati e in seguito sciacquate con acqua tiepida. Se vi armate di costanza ripetendo almeno, 3 volte a settimana questo tipo di trattamento avrete il dono di riscontrare ottimi benefici.

    Pelle bella e pulita, con gli scrub naturali.

  • Il rigurgito nei neonati: ecco perché non lo temo

    03 Aprile 2019

    Se c'è unproblema di cui stranamente non mi sono mai preoccupata è quello del rigurgito di latte. Eppure durante i corsi pre-parto le mie compagne di “viaggio” ne erano terrorizzate. Forse le mie innumerevoli letture per una volta hanno sortito il giusto effetto!

    Ho veramente tanto di quel materiale sul rigurgito che potrei aprire una bancarella con una bella insegna “tutto sul rigurgito neonato”! Secondo me farei un favore a moltissime neo-mammine!

    In tutto ciò la nota positiva è naturalmente che le mie letture da neo mamma questa volta hanno giovato al mio piccolo Andrea. Tutto questo indottrinamento mi ha infatti resa talmente tranquilla da non permettere alla mia terribile ansia da prestazione di disturbare il suo equilibrio.

    Ora però voglio condividere con voi quelle che sono le argomentazioni che mi aiutano a rimanere serena:

    È inutile preoccuparsi del rigurgito acido del nostro bimbo, perché questo è un fenomeno naturale che colpisce almeno il 50% dei bimbi.

    Il rigurgito di latte (ovvero quello di latte, succhi gastrici e saliva) scompare con la crescita, visto che viene provocato dall'incompleto sviluppo del cardias, cioè di quella valvola che impedisce la risalita del cibo!

    Di rigurgito possono soffrire sia i piccoli che sono allattati al seno sia quelli allattati al biberon.

    Quando il bimbo è allattato al biberon basta allattarlo con il latte antirigurgito. Io oggi per esempio lo avevo terminato. Se capitasse anche a voi, non abbiate alcuna paura: createlo sciogliendo nel latte della crema di riso e il gioco sarà presto fatto!

    Se invece state allattando al seno, potete ridurre il fenomeno rigurgito evitando che il vostro bambino succhi troppo velocemente! In entrambi i casi, appena terminato il pasto tenete per alcuni minuti il vostro piccolo in braccio in posizione verticale; vedrete quanto li aiuterà anche questo piccolo accorgimento! Tuttavia, se il rigurgito è associato a un'irregolarità della crescita a cui si accompagna un calo di peso, andate subito dal pediatra: il vostro bimbo potrebbe avere un'esofagite, ovvero un'infiammazione dell'esofago.

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