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Glicemia? Addio aghi. Ora si misura con un cerotto da polso 01 Maggio 2018

Chi soffre di diabete sa quanto è problematico misurare il tasso glicemico prelevandosi autonomamente, con un piccolo ago, una goccia di sangue. Ora però dall’Inghilterra, più precisamente dall’University of Bath, sta per arrivare un cerotto da polso destinato a rivoluzionare i metodi attuali di misurazione della glicemia. Scopriamo di più.

La glicemia nei soggetti diabetici

Le persone diabetiche hanno la necessità di misurare costantemente il tasso di glicemia presente nel corpo. Il loro organismo, infatti, non riesce autonomamente a modulare la quantità di zucchero nel sangue e per questa ragione è fondamentale utilizzare farmaci specifici che mantengano la concentrazione di glucosio nel sangue all’interno di un determinato range. Attualmente, per effettuare questa misurazione è necessario eseguire un test ad aghi che, seppur di rapido effetto, per molte persone risulta essere particolarmente fastidioso, vista l’invasività e la ripetitività del test durante l’intera giornata.

Come funziona l’innovativo cerotto glicemico

Il cerotto ideato oltremanica è un misuratore glicemico che si applica comodamente al polso del paziente e che, nel giro di 15 minuti, è in grado di determinare la concentrazione di zuccheri nel sangue. Come? Sfruttando lo zucchero presente nei fluidi sottocutanei: i microsensori presenti sulla superficie del cerotto, attraverso piccole scariche di corrente, richiamano questi fluidi. Così facendo è possibile stabilire il tasso glicemico del soggetto, senza più buchi e aghi.

Nonostante il cerotto da polso per misurare la glicemia sia ancora in fase di test, i ricercatori auspicano di lanciarlo sul mercato in tempi brevi, integrandolo anche con tecnologie digitali come un app per smartphone, per tenere traccia rapidamente e in modo automatico dell’andamento glicemico giornaliero.
Ultime news
  • Allergie in autunno: scopriamo di più

    18 Ottobre 2018

    Se pensate che la primavera sia la stagione peggiore per chi soffre di allergie vi sbagliate. Tra ottobre e novembre, infatti, il clima tipico di questi mesi, favorisce la crescita di piante come la parietaria, l'ambrosia e le più conosciute graminacee, tutte e tre "colpevoli" di causare reazioni allergiche nei soggetti sensibili. Ma non solo.

    L'autunno porta con sè altri aspetti critici per chi soffre di questo disturbo. I riscaldamenti accesi e il ridotto ricambio d'aria, dovuto alle temperature più basse, fanno si che si sviluppino e proliferino due agenti estremamente fastidiosi per il nostro organismo: le muffe e gli acari della polvere.

    Ma vediamo insieme da cosa dipendono e perché si formano.

    L'allergia che nasce dentro casa

    Le muffe nascono negli ambienti umidi. La combinazione tra le piogge autunnali e il calore dei termosifoni accesi, è il mix perfetto per creare questo tipo di condizione e, di conseguenza, favorirne la diffusione.

    Gli acari della polvere, invece, si formano sui tessuti, tappeti, divani e tende. Qui possono sopravvivere per circa un mese e i loro escrementi, se respirati, sono un potentissimo allergene.

    Un primo passo per combattere le "allergie domestiche" è effettuare un'accurata pulizia degli ambienti ma, spesso, questo non basta ed è necessario intervenire con dei medicinali specifici.

    Per capire a cosa si è allergici, oltre alla valutazione dei sintomi come starnuti, problemi respiratori e occhi rossi, è possibile ricorrere a dei semplici test, che in base alla reazione del corpo ne individuano la causa.

    A seconda del vostro disturbo, poi, sotto consiglio del personale specializzato, potete utilizzare dei prodotti antistaminici o, in caso di congiuntivite allergica dei colliri appositi, entrambi acquistabili in farmacia.

  • Obesità infantile: la vitamina D può aiutare

    16 Ottobre 2018

    Che sia per motivi legati alla mancanza di educazione alimentare, allo stile di vita o a fattori ereditari, l'obesità infantile è uno dei problemi moderni che maggiormente preoccupano medici e pediatri.

    Questo disturbo, infatti, può minare irrimediabilmente la salute, provocando danni importanti all'organismo, soprattutto quando si parla di adolescenti o bambini. I problemi più comuni collegati all'obesità sono:

    • patologie osteo-articolari;
    • rischio cardio-vascolare;
    • problemi all’apparato respiratorio;
    • possibile tendenza alla formazione del diabete di tipo 2;
    • disturbi all’apparato gastrointestinale;
    • effetti psicologici, legati ad imbarazzo o vergogna.

    Se una dieta equilibrata ed un'adeguata attività fisica possono contribuire ad eliminare questa patologia, spesso non è sufficiente.

    Vitamina D alleata contro l'obesità

    Secondo uno studio condotto sulle cause legate all'obesità infantile, è emerso come il deficit di Vitamine D sia strettamente legato agli accumuli di grasso corporeo.

    La ricerca, condotta su un campione di circa 232 bambini e adolescenti obesi, si è basata sulla somministrazione aggiuntiva di vitamina D nella normale alimentazione di alcuni ragazzi. Dopo un periodo di 12 mesi è emerso come, proprio in questi pazienti, sia diminuito significativamente l'indice di massa corporea e i livelli di grasso e di colesterolo nel corpo.

    Con una semplice integrazione di vitamina D nella dieta, quindi, è possibile ridurre il rischio di sovrappeso nei bambini e di conseguenza abbassare la possibilità di insorgenza, in età più avanzata, dei problemi legati all’obesità.

    Per introdurre nel modo corretto questa vitamina nell'alimentazione quotidiana, rivolgetevi al vostro medico di fiducia, che saprà darvi i consigli migliori per una dieta sana ed equilibrata, tenendovi lontano dall'obesità.

  • Italiani e farmaci: gli antidepressivi i medicinali più consumati

    16 Ottobre 2018

    Quando si sente parlare di antidepressivi o ansiolitici si pensa subito a patologie gravi legati alla psiche. Non è sempre cosi.

    Questo tipo di medicinale, infatti, ha un uso molto più comune di quanto si pensi e, in Italia, è una delle tipologie di farmaco più utilizzata. Nel 2017 le benzodiazepine, un particolare tipo di psicofarmaci, hanno rappresentato la prima voce di spesa fra i medicinali a carico del cittadino, raggiungendo circa 348 milioni di euro spesi.

    Il consumo di questi farmaci è in continua crescita e, sempre più spesso, vengono prescritti anche per disturbi come ansia e insonnia.

    Secondo l'ultimo rapporto stilato dall'Osmed di AIFA, infatti, è emerso come, questi medicinali, vengano utilizzati con tre diverse funzioni: ansiolitica, ipnotica e sedativa.

    Da nord a sud: dove si consumano più antidepressivi

    Interessante da notare è che, il maggior consumo di benzodiazepine, in termini di dosi assunte, sia concentrato nelle regioni del Nord, in particolare in Liguria, Piemonte e Veneto. Il Centro e il Sud del nostro Paese, invece, hanno una percentuale inferiore alla media nazionale.

    Secondo uno studio condotto dall'Istat già nel 2015, inoltre, è emerso come le categorie più colpite siano le persone inattive e disoccupate tra i 35 e i 64 anni, più soggetti a stati di depressione o ansia cronica, rispetto ai coetanei occupati. In ogni caso, i dati raccolti dalle diverse ricerche in materia mettono in luce quanto l'utilizzo di antidepressivi e farmaci che controllano l'ansia o la depressione sia estremamente diffusa sull’intero territorio.

    In caso di necessità, quindi, previo consulto medico, è importante rivolgersi sempre al proprio farmacista di fiducia, che saprà indicarvi la soluzione migliore per gestire il vostro problema.
Rubriche
  • ALCOL, NO QUANDO SI FA SPORT

    10 Ottobre 2018

    Quando si pratica sport, bere è importantissimo, e il consumo dell'acqua è indispensabile. Questa è in grado di garantire la giusta idratazione all'organismo. Molto spesso, un errore commesso da molte persone o addirittura proprio dagli sportivi è pensare che l'assunzione di bevande alcoliche, vada d'accordo con lo sport. Si crede che aumenta il livello di sudorazione, quindi questo porta a credere, che si bruci una quantità maggiore di grassi e si dimagrisce più velocemente. Altre persone invece, purtroppo, sono convinte che aumenti la forza e la resistenza per sopportare in maniera migliore, maggiori sforzi fisici. Mi dispiace per voi, ma tutto questo è assolutamente sbagliato. Prima di tutto fate del male al vostro organismo e secondo, influisce in modo negativo sulla coordinazione dei movimenti e allunga i tempi di risposta. di ogni singolo muscolo.

    Da non sottovalutare che non aiuta minimamente a bruciare i grassi, perché riduce le forze e impegna costantemente il fegato a smaltire la quantità di alcol assimilata. L'alcol è un vasodilatatore che aumenta solo temporaneamente la temperatura corporea, ma appena viene assimilato dall'organismo quest'effetto svanisce provocando, spiacevoli sensazioni di malessere. Infatti, si possono riscontrare i crampi, dolore allo stomaco, battito cardiaco accelerato, senso di nausea e fastidiosi giramenti di testa, che spesso sono proprio associati al vomito. Tutto questo provoca un danno ai muscoli, che perdono la forza e la resistenza.

    Tutte le bevande alcoliche provocano disidratazione e sono solo un nemico, da evitare quando si fa sport. Bevete, certamente ma preferite l'acqua, oppure bevande ricche di sali minerali, in questa maniera donate al vostro organismo la giusta quantità di energia, per allenarvi nel miglior modo possibile.

    Se ancora avete il dubbio che l'alcol sia un buon alleato per gli sportivi, forse è arrivato il momento di ricredervi. Inoltre, dopo gli allenamenti potete bere bevande alcoliche, ma solo quando sono trascorse almeno 2 ore.

  • Come attenuare l´odore dei pannolini

    26 Settembre 2018

    Dilemma pannolini: a me Amleto fa davvero un baffo! Come tutte le mamme che si rispettino anche io ho vissuto l'incubo pannolino, e devo confessare che l'ho vissuto già prima degli esordi da genitrice. Non che dopo la nascita del mio piccolo Andrea le perplessità e le domande siano diminuite... quelle non finiranno mai, perché mai si finirà d'imparare con o senza pannolini ad arroventarmi la testa.

    I miei voli mentali prendevano forma dai dilemmi più stupidi, partivano dalla scelta dei pannolini per neonato più adatti al mio futuro pargoletto, passavano attraverso quali pannolini ecologici scegliere per arrivare alla “decisione delle decisioni”, ovvero alla scelta tra i pannolini lavabili e quelli usa e getta. Alla fine io ho optato per i pannolini lavabili, e lo ho fatto perché questo tipo di pannolino non arreca allergie e arrossamenti ai nostri piccoli. In breve questo tipo di panno è un grande alleato contro tutte quelle irritazioni causate dai pannoloni per bebè usa e getta.

    A ogni modo, tutto questo giro mentale mi ha portato anche a risparmiare parecchi soldi e a compiere una scelta ecologica che mi riempie d'orgoglio, dal momento che sono una ferrea alleata della sostenibilità! I pannolini lavabili sono infatti un vero e proprio investimento: essendo adattabili a diverse taglie e lavabili permettono a noi mamme di allargarli e di stringerli a seconda delle nostre esigenze, anzi a seconda elle esigenze del nostro piccolo ometto!

    In questo rincorrersi di scelte, però, devo confessarvi che il mio incubo più mostruoso era l'odore del pannolino... Per combattere i sentori poco piacevoli ho adottato il trucco della mia dirimpettaia Carlotta: ogni volta che cambio il mio piccolino spolverizzo un po' di bicarbonato di sodio nel suo pannolino, chiaramente non lo spolverizzo direttamente sul suo culetto, a meno che io non gli stia per fare il suo abituale bagnetto. Il risultato è incredibile: il bicarbonato di sodio attenua notevolmente l'odore dell'urina neutralizzandone l'acidità! Provatelo anche voi!

  • L´ALGA SPIRULINA PER CHI PRATICA SPORT

    12 Settembre 2018

    Chi pratica sport a livello agonistico o per il semplice, desiderio di mantenersi in forma, ha il costante bisogno di ricaricare il proprio fisico con energia pura e di qualità. Molto spesso capita che l'energia non sia facile da assimilare dagli alimenti, che si consumano. I cibi che vengono considerati energetici risultano contrastare la fatica. Gli integratori consigliati per chi fa sport, spesso non sono la soluzione giusta e il problema è che frequentemente il fisico, con difficoltà deve sopportare gli sforzi fisici. Quindi tutto il corpo, si affatica senza trovare un valido aiuto e sostegno.

    In questo nuovo articolo, vi presentiamo un alleato naturale per chi fa sport, che si chiama alga spirulina. Questa è una piccolissima alga, fa parte della categoria dei cianobatteri. Cresce sia in acqua dolce, che in quella salata e la temperature abbastanza calda, infatti, è vicina ai 40 gradi.

    L'alga spirulina è considerata l'integratore naturale degli sportivi, in quanto il suo ricco concentrato di vitamine, sali minerali e proprietà antiossidanti, contrastano la stanchezza fisica riducendo i livelli di affaticamento e stress. Inoltre, dona all'organismo la giusta quantità di energia per svolgere l'attività fisica in modo più fluido.

    Questa si trova in vendita in diversi formati in base alle proprie esigenze e preferenze, si può scegliere di acquistare la versione in capsule, oppure la polvere di alga spirulina.

    La dose di assunzione consigliata sono circa 5 grammi al giorno è importante, non superare questa quantità indicata, in quanto si potrebbero riscontrare forti crampi e dolori addominali.

    Adesso conoscete un valido alleato di energia e se, fate sport e volete sentirvi pienamente carichi e meno stanchi e affaticati, l'alga spirulina è un valido sostegno. Iniziate la vostra attività fisica con il piede giusto, in questo modo otterrete più risultati positivi fisicamente e sarete, molto più soddisfatti.

    Alga spirulina... Il benessere di energia per lo sportivo...

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